CentroCentro celebra il collezionismo contemporaneo nel 2026

All’inizio di gennaio, l’anno ormai prossimo a chiudersi, CentroCentro, sotto la direzione artistica di Julieta de Haro, ha presentato in anteprima una nuova stagione dedicata principalmente agli artisti che oggi operano a Madrid, da Rafael Canogar ad Almudena Lobera o Mar Solís.

Quasi un milione di visitatori ha attraversato queste esposizioni nel corso del 2025 e, per l’anno che verrà, questo centro dipendente dal Comune di Madrid è al lavoro per allestire altri dodici appuntamenti espositivi. L’inaugurazione principale è fissata al 29 gennaio e sarà incentrata sui disegni della valenciana Ana Juan, una figura di riferimento in questo campo nel nostro Paese.

A partire dal 26 febbraio, al primo piano del CentroCentro sarà visitabile la mostra “Collezioni Madrid. 50 collezioni d’arte contemporanea”, che intende riconoscere il ruolo essenziale del collezionista all’interno dell’ecosistema artistico della città. Circa cinquanta patroni le cui collezioni sono facenti capo principalmente alla capitale sono stati invitati a selezionare tra le loro raccolte due pezzi contemporanei: uno di particolare valore personale e un altro recentemente acquisito. Con questa selezione, la mostra mira a svelare i legami meno evidenti che legano il collezionista alle sue opere e proporre una mappa delle diverse sensibilità e motivazioni che guidano chi mantiene la pratica del collezionismo. Saranno presenti circa cento lavori di artisti nazionali e internazionali, in un percorso aperto e vario per tecniche e formati. Il progetto sarà curato da Adrián Piera, affiancato da un comitato consultivo composto da María de Corral, Joaquín Gallego, Rosina Gómez-Baeza, Julieta de Haro, Lorena Martínez de Corral e Lucía Ybarra.

Il programma 2026 di CentroCentro ospiterà anche monografie di artisti di consolidata carriera che non hanno avuto l’opportunità di presentare grandi retrospettive a Madrid, come María Lara, la cui pratica fonde astrazione, poesia e una tavolozza cromatica calda. L’allestimento è in programma da giugno a novembre. Già in ottobre il Palacio de Cibeles ospiterà anche la mostra “Essere artista, essere designer”, una ampia retrospettiva su Cruz Novillo, una figura essenziale del design spagnolo della seconda metà del XX secolo.

A fine anno, con la mostra dedicata all’opera di Carlos Franco “Crepe, nuvole e radure”, curata da Liliana Ang, CentroCentro continuerà il percorso già avviato con le mostre di Rafael Canogar e Juan Navarro Baldeweg. In questo caso, il riferimento alla figurazione madrilena offrirà una panoramica della sua produzione, contraddistinta da uno sguardo particolare verso la mitologia, i tarocchi e le religioni orientali.

Carlo Franco. Dante e Virgilio II, 2018

Nell’ottica di offrire visibilità a creatori di mezza carriera che non hanno ancora usufruito della loro prima grande mostra individuale in un’istituzione pubblica madrilena, CentroCentro ospiterà anche “La Tempesta. Il giardino dei sentieri che si biforcano”, che metterà in luce la potenza espressiva di Avelino Sala in collaborazione con LABoral. Parallelamente, “Indómita Pintura”, di Juana González, presenterà gli ultimi lavori di questa autrice proveniente dalla Mancha, in cui va oltre la pittura per approfondire elementi di carattere scultoreo-installativo. Castro Flórez sarà il curatore.

Un marchio di spazio scenografico imponente sarà al centro anche della mostra “Sobre/Salto”, dell’artista argentina Laura Lio, a cura di Rocío de la Villa, progetto che esplora i cambiamenti drastici nella gestione della corrispondenza, della comunicazione e dello scambio di oggetti nell’era recente.

La programmazione 2026 di CentroCentro includerà anche un nuovo spazio orientato agli artisti mid-career: il progetto EPICENTRO. All’interno di questo programma di artisti ospiti, cinque creatori interverranno successivamente nell’area centrale del Cortile Operativo dell’edificio Antonio Palacios con una grande opera inedita pensata appositamente per quel luogo. I selezionati sono Illán Argüello, María Oriza, José Quintanilla, Isabel Gómez Liebre e Carlos Cartaxo.

Infine, l’opera dei giovani artisti troverà spazio nella proposta “Ma l’istante—già una lucciola che si accende e si spegne”, una mostra collettiva con opere che, partendo dal minimo e dal frammentato, propongono diverse politiche della sensibilità; e Teresa Moro presenterà un progetto appositamente pensato per il centro, offrendo uno sguardo su elementi di studi di vari autori della scena madrilena.

CentroCentro ospiterà inoltre, durante l’estate, la X Biennale d’Arte Contemporanea della Fondazione ONCE, intitolata “Il fascino dell’illusione. Un confine tra realtà e percezione” e curata da Antonella Montinaro.

Juana Gonzalez. Alberi, letture e giochi, 2025
Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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