Dalla soglia: sedici sguardi dal buco della serratura

È un mondo modellato sull’immagine dell’artista, in cui poteva sentirsi accolto e a proprio agio; bagnato, inoltre, nel silenzio. L’osservatore non può avere dubbi che le stanze che vede siano private e che non sia possibile alcuna interazione con le figure che di tanto in tanto appaiono in esse, immerse nella solitudine e magari in sogni ad occhi aperti.

Gli interni, più di ogni altro genere pittorico, permettono la suggestione della quiete e dell’armonia, di una purificazione che consente di proiettare su di essi ciò che il contemplatore porta dentro di sé; i sottili cambiamenti di atmosfera generati dallo spostare un mobile o un quadro, e ovviamente le gradazioni della luce; oltre al delicato dinamismo che possono suscitare un cassetto aperto o un pezzetto di burro che si scioglie.

Fondamentalmente la questione è stata così fin dal Barocco, anche se alcuni tra i grandi pittori internazionali, come Vilhelm Hammershøi (ora al Museo Thyssen) e Edward Hopper, hanno operato nel XIX e XX secolo. In ogni caso quel percorso non si è mai spento, come dimostrano i sedici artisti spagnoli nati tra gli anni Quaranta e gli anni Novanta che partecipano, ad Almería, alla nuova mostra collettiva del Museo del Realismo Spagnolo Contemporaneo. MUREC, intitolata “Dalla soglia. Spazio e intimità nel realismo spagnolo contemporaneo”.

Gli invitati a questo progetto, a cura di Juan Manuel Martín Robles e Bienvenido Simón Robles, sono José María Cuasante, José María Mezquita, Carlos Morago, Javier Riaño Urieta, Gonzalo Sicre, Álvaro Toledo, Pablo Carnero, Alejandra Caballero, Silvia Valverde Sánchez, Guillermo Masedo, Bea Sarrias, Lara Pintos, Carlos Sagrera, Virginia Bersabé, Diego Vallejo e Isaac Expósito, quest’ultimi vincitori delle due edizioni del MUREC Young Realists Contest Award.

Isaac Exposito Casado. Veduta notturna, 2018

Basandosi sui lavori di tutti loro, questa mostra si propone di proporre una riflessione sui modi di vivere il nostro tempo e sui modi di rappresentarli, sostenendo che forse il nostro tempo segnato dalla saturazione delle immagini, anche quelle di spazi intimi resi pubblici senza strati mediatori di pensiero, è il più favorevole a valorizzare scene costruite dal e per il silenzio.

Gli spazi che ci verranno incontro nel MUREC non saranno mai piatti nelle loro possibili letture: le porte o le finestre socchiuse rimandano agli assenti che le hanno lasciate così; Ad essi alludono anche gli oggetti e la decorazione o il vuoto delle pareti; ed entrambi possono ugualmente ospitare, se ricercate, interpretazioni di significato collettivo, echi di memoria o di conflitto. In ogni caso, per accedere all’uno o all’altro sarà necessario fermarsi a guardare e dedicare impegno a varcare queste soglie: un gesto, quello di contemplare senza fretta, che oggi possiamo considerare sovversivo.

Gli artisti partecipanti non hanno dipinto interni-scenari, come quelli solitamente mostrati da chi volontariamente espone in fotografia le proprie stanze, ma piuttosto luoghi di memoria o di suggestione: la figurazione non è mai stata equiparata all’esplicazione.

Queste soglie, siano esse a forma di corridoio o di apertura, non sono aneddoti ma cornici del nostro sguardo, la posizione concessa a uno spettatore-voyeur che non potrà entrare completamente dove vede, ma non ne resterà nemmeno fuori; Rimarrà a una distanza che determina la nostra percezione, ci seduce o ci frustra. Allo stesso modo, gli spazi che apprezzeremo, pur nella loro consueta semplicità, non saranno mai neutri in quanto abitati, trasformati, ricordati… e ora sezionati da un pubblico che li esamina a partire dal loro presente e dal loro bagaglio.

In essi è possibile l’introspezione, ma anche l’indagine su modi di vita la cui modificazione non si ferma.

Carlo Morago. Finestra, 2020
Diego Vallejo-Garcia. Casa, 2016

“Dalla soglia. Spazio e intimità nel realismo spagnolo contemporaneo”

MUSEO DEL REALISMO SPAGNOLO CONTEMPORANEO. MUREC

Paseo de San Luis, s/n

Almeria

Dal 25 aprile al 5 luglio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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