Quest’anno si è chiusa la ventottesima edizione del Concorso Nazionale di Pittura della Città di Antequera, promosso dalla Comunità dei Proprietari della Zona Industriale della città e supportato dalla Fondazione Unicaja insieme al Comune di Antequera, distribuiendo un premio complessivo di 7.500 euro tra le varie categorie.
L’artista proveniente da Jaén, David Martínez Calderón, ha conquistato la vittoria con l’opera cercare di integrarsi, seguito sul podio da Gala Knörr, originaria di Álava, che si è aggiudicata il secondo premio con il dipinto I miracoli accadono, e da Aida Mauri Crusat, premiata con la sezione speciale Antequera Tematica per Chiesa di Nostra Signora di Los Remedios.
Laureato in Belle Arti all’Università di Granada, Martínez Calderón ha esplorato un repertorio di pittura e disegno estremamente variegato (paesaggi, ritratti, interni), caratterizzato da una propensione al frammento, ai non-luoghi e all’evocazione di storie effimere, spesso vissute come momenti quotidiani di individui casuali che sembrano dissiparsi nell’aria e stimolare la nostra curiosità di conoscerli. L’opera premiata riflette una sorta di desiderio umano di inserirsi nel gruppo: una mezza dozzina di file di foglie di identiche dimensioni variano solo nei toni, senza infrangere l’unità dell’insieme. L’artista andaluso dichiara di mirare non solo a comprendere l’ambiente esterno o il piano superficiale di ciò che viene raffigurato, ma anche a porre domande e a chiedersi se sia possibile trovare risposte.
Gala Knörr, da parte sua, sviluppa una riflessione approfondita sulla relazione intricata tra le nostre identità e le nuove tecnologie, sulle norme sociali attuali e sulle modalità con cui Internet ha creato nuove forme di contatto, interrogandosi su come tali temi possano essere restituiti in immagini durevoli come la pittura.
Quando è entrata nel nostro roster, ci ha spiegato: Il mio lavoro ha sempre preso spunto dalle diverse sottoculture che ho scoperto attraverso letteratura, musica e media; sono interessata al contesto sociale, mi sono infiltrata in alcune reti come osservatrice e in altre volte come voce attiva. Una costante della mia pratica è il cambiamento; di solito opero concentrandomi su come le identità vengano riformulate nell’iperconnettività in cui viviamo, tra Internet e la rapida evoluzione tecnologica, o sulle possibilità di modificare quelle realtà sociali e culturali nelle narrazioni contemporanee. Mi piace particolarmente mettere in evidenza i difetti del linguaggio, il potere associativo dell’immagine e l’uso di un umorismo a volte non convenzionale; considero tutto questo, in qualche modo, un atto di resistenza.

Infine, Aida Mauri, proveniente di Barcellona dal 1991, privilegia l’iconografia di architetture antiche o di impronta classica, attratta dalle testimonianze di bellezza che restano negli edifici a causa dei secoli trascorsi. Lo fa affidandosi a prospettive marcate e a una forte sensazione di profondità, impiegando una tavolozza di toni di solito morbidi, orientata al monocromo.
La giuria incaricata di valutare le opere era composta da Emilia Garrido Oliver, Jose Manuel Medina Galeote, Alejandro del Valle Cordero, Pedro Fernández Roales, David Sancho Paradas, Santiago Mejías Diaz, Ricardo Hidalgo Rodríguez e José Manuel Patricio Toro, che hanno evidenziato l’uso da parte delle opere prescelte di un linguaggio originale, alimentato da molteplici influssi, dall’itinerario degli artisti e dalla forza espressiva delle immagini, solitamente nutrite da una cultura visiva contemporanea condivisa, interpretata in modo personale.
Venerdì scorso si è tenuta la cerimonia di attribuzione dei premi presso la Pinacoteca Ciudad de Antequera, dove le diciotto opere finaliste e premiate potranno essere ammirate fino all’11 gennaio 2026 e saranno incluse in un catalogo digitale accessibile sul sito del premio.
L’obiettivo di questa call, ormai radicata come punto di riferimento tra i concorsi di pittura spagnoli, è promuovere la città di Antequera valorizzando i suoi principi artistici e proiettando un’immagine di questa località della provincia di Malaga legata all’impegno culturale.

