Quando, nel 2023, il Museo Picasso di Malaga concluse l’anno esaminando le impronte digitali dell’autore del Guernica, un’opera simbolo dell’arte moderna, tra i partecipanti alla mostra contemporanea figurava anche il pittore belga Farah Inassi. Dalla sua produzione si poteva ammirare il pezzo Danni da dormire 3, ispirato ai bagnanti e ai temi picassiani. Non sorprende, quindi, che all’inizio dello steso anno il Museo Picasso di Parigi gli avesse dedicato un campione esemplificativo di questa ricerca artistica.
Ora, Inassi torna al Malaga Center per presentare una selezione dei lavori realizzati nell’ultimo decennio, attraverso un allestimento intitolato Genius Loci, curato da Marjolaine Lévy. La mostra comprende circa venti opere, molte delle quali sono contraddistinte da un uso espressivo della geometria, attraverso giochi spaziali e riferimenti alle grandi figure dell’arte contemporanea, tra cui Picasso stesso. Questa esposizione mira a esplorare l’idea di ‘spirito del luogo’, che in questa opera si traduce nel modo in cui uno spazio e un ambiente suggestivo possano imprimersi nella memoria e nell’anima dell’osservatore.
Nato a Bruxelles nel 1981 e residente a Parigi, l’artista ha sempre attinto all’eredità di artisti astratti e figurativi per sviluppare un linguaggio personale. La sua poetica si basa su strutture a griglia e modelli geometrici di derivazione cubista, che egli utilizza per creare ambienti artificiali in cui né le scale né i volumi risultano completamente interpretabili. Questi spazi ambigui suggeriscono un senso di inquietudine e di mistero, come se fossero presi da un’altra dimensione, familiare ma allo stesso tempo estranea.
L’obiettivo primario di Genius Loci è quello di spingerci a riflettere sui sistemi di rappresentazione dell’arte contemporanea, spesso improntati alla ricerca di effetti teatrali e a relazioni complesse tra figura e sfondo. Questi discorsi formali, che trovano eco anche nelle opere di artisti iconici, si coniugano con un’estetica che rispecchia i caratteri del nostro tempo, portando la firma di un’epoca segnata dal ritmo frenetico e dalla ricerca di identità nuove e provocatorie.
Il concetto di Genius Loci — che in latino significa appunto ‘spirito del luogo’ — si manifesta inevitabilmente nelle opere di Inassi attraverso un richiamo persistente a Picasso, il cui impatto e le cui suggestioni si insinuano nel tessuto delle sue creazioni. Questi fantasmi, come dichiarato dalla commissione artistica, sono presenti tanto nel modo di affrontare la composizione quanto nell’evocare atmosfere e significati che rimangono connotati dal tempo e dallo spirito del contesto.
Il percorso espositivo si articola in quattro capitoli. Il primo, destinato a un seminario, si focalizza su un soggetto frequentemente scelto sia da Picasso che dall’artista belga: il tema del quaderno di appunti e del motivo ricorrente nelle opere di molti creatori contemporanei. In questa sezione, le composizioni di Inassi rappresentano figure femminili a riposo, con scaffali vuoti e tele, che mostrano la tipica griglia con cui spesso si bilanciano molte sue opere.

Nel secondo capitolo, intitolato Il cabaret meccanico, sono protagonisti corpi femminili in movimento, riprodotti attraverso coreografie meticolose di gambe, cerchi e palle, segno di una ricerca di movimento e di dinamismo. Mentre nell’ultima sezione, intitolata La riva, si raccolgono scene di bagnanti sulle spiagge, rappresentati con toni morbidi e orizzontali che delimitano diverse ambientazioni: il cielo azzurro, il mare turchese e la sabbia beige, in un dialogo cromatico che ricorda le atmosfere estive.

Il percorso si conclude con la sezione Attraverso la finestra, dove i personaggi femminili, circondati da fiori e frutta, si riposano accanto alle finestre da cui si può osservare cieli nuvolosi e notti stellate. Questa parte invita a una riflessione sull’intimità e sulla relazione tra ambienti chiusi e spazi aperti, creando un dialogo tra natura e interiorità.
Le opere qui esposte sembrano essere state costruite seguendo i parametri dell’architettura, ma senza mai pretendere di essere rappresentazioni realistiche. Le linee precise, gli oggetti distorti o stilizzati, appartengono a un mondo parallelo, che ci è familiare ma non completamente comprensibile. In questo senso, l’artista sintetizza gli elementi quotidiani – chitarre, giochi di carte, telefoni, tamburelli – in forme che a volte sono immediatamente riconoscibili, altre volte evocano semplicemente figure, volti, oggetti o spazi, senza mai limitarli. È per questo motivo che le sue creazioni sono state descritte come dipinti figurativi che rappresentano l’astrazione.

Gli oggetti, i corpi e i volti sono rappresentati con una sintesi che si avvicina alla pura astrazione, mantenendo sempre un senso di familiarità, ma sfiorando al contempo l’irrazionale. Queste opere, così come la loro costruzione, sono state definite come dipinti figurativi che rappresentano l’astrazione, perché invitano a riflettere sulla fluidità tra realtà e finzione, tra rappresentazione e suggestione.
Museo Picasso Málaga
C/ San Agustín, 8
Malaga
Dal 23 maggio al 14 dicembre 2025
