Juana García-Pozuelo, artista di Rioja formata sia presso l’Università del Paese Basco sia a New York e a Salisburgo, è l’autrice di allegorie pittoriche ispirate a emozioni e ricordi, ma anche a episodi di storia e di natura, che dialogano spesso con la figura umana e con la sua psiche. Molti titoli delle sue opere ci offrono chiavi interpretative, ma sono gli spettatori a mettere in relazione gli elementi rappresentati per ricavarne letture e riflessioni: per Juana, il ruolo dell’opera non è solo contemplativo, ma anche creativo.
Quando le è stato chiesto quale sia la sua relazione con i temi che esplora, ha spiegato che la sua scelta di problemi è di solito molto libera, ma le tecniche pittoriche che impiega sono scelte e applicate con rigore: La verità è che dipingo ciò che sento in ogni momento o su questioni che trovo esteticamente suggestive, a cui di solito aggiungo una componente onirica. Sono attratta da chi ha a che fare con simbolismo, fiaba, l’aspetto nascosto degli oggetti …
Di solito lavoro per serie, tracciando le linee guida nella costruzione delle immagini, come l’uso del colore o la strada per risolvere i dipinti, che rendono l’insieme del mio lavoro visivamente uniforme e significativo. Naturalmente ci sono elementi ricorrenti nella mia produzione (alloggi, paesaggi, uccelli, acqua, fuoco, fiori …), ma la rappresentazione e l’uso di questi elementi è variato nel corso degli anni della mia carriera.
Fino al prossimo 18 ottobre e dopo aver mostrato le sue miniature nell’ultima edizione della fiera Artesantander, la Galleria Llamazares di Gijón le dedica la sua prima mostra personale nel proprio spazio. Sotto il titolo “Vita romantica” presenta una serie di opere recenti in formati differenti in cui la sua consueta passione per l’esplorazione figurativa di evocatori di sensazioni e stati d’animo, come desiderio, nostalgia o sguardo al passato, resta e si orienta verso architetture legate alla città, al mistero e all’enigma.
Esiste una certa evasione in questa scelta (nelle parole di María Von Touceda, «Come viene presentato il mondo attuale, governato soltanto dai voucher, è normale che artisti, critici e scrittori debbano rifugiarsi nello spirito romantico del XIX secolo per poter sopravvivere»), ma non solo nella preferenza per la soggettività romantica e l’individualismo. È anche un invito costante che l’autrice intende imprimere alle sue trame: fermarsi nella contemplazione e nel passeggiare, di fronte alla fretta e al desiderio di produzione.

Il suo riferimento è, evidentemente, il passato del diciannovesimo secolo, ma anche i suoi viaggi e le sue residenze in paesi diversi; negli edifici ritratti in queste opere possiamo immaginare che García-Pozuelo ami allestire il proprio studio, la nostra residenza temporanea o permanente, con biblioteca e giardino.
In quelle dimore, non molto diverse da quelle dei consueti abitanti delle Asturie (presenti soprattutto in altre zone più che a Gijón), non si potrebbe udire alcun suono diverso da quello di Chopin, oppure da una pioggia leggera, o da un altro timbro musicale che accompagna la nostra immaginazione. Esistono eccezioni: sono presenti composizioni che evocano la scena di un crimine o un male latente pronto a manifestarsi, così come accade nelle pagine di Henry James o di Wilkie Collins.
Parlando di Chopin, già nel 2019, durante una soggiorno alla Cité Internationale des Arts di Parigi, grazie a una borsa di studio dell’Institut Français e Bilbaoarte, l’artista manifestò interesse verso i fondi della Vie Romantique Musée, che ospitava i lavori di ARY Schaffer e di numerosi oggetti della scrittrice George Sand. È questa l’origine della serie su cui si concentra la presente mostra.

Juana García-Pozuelo. “Vita romantica”
Galleria Llamazares
C/ Institute, 23
Gijón
Dal 6 settembre al 18 ottobre 2025
