Maillol e Manolo Hugué: I Nuovi Greci

Appartenevano praticamente alla stessa generazione (soli nove anni di differenza) e nacquero in città non troppo distanti tra loro, sulle sponde del Mediterraneo: Banyuls-sur-Mer, in Occitania vicino al confine spagnolo, e Barcellona. Inoltre, poco più che ventenni, sia Aristide Maillol che Manolo Hugué (spesso chiamato semplicemente Manolo) approdarono a Parigi, e quel soggiorno lì sarebbe stato fondamentale per entrambi: Maillol cominciò a coltivare il suo interesse per la scultura, espose presso la galleria Ambroise Vollard e trionfò al Salon d’Automne, preludio a molti successi e commissioni successive, mentre Hugué, in Francia, lavorò sia nel campo della scultura che in quello della gioielleria e conobbe Rodin nel periodo della sua massima floridezza.

Nella grande città stabilirono contatti, ma l’amicizia si consolidò qualche tempo dopo, quando durante la prima guerra mondiale si incontrarono nei Pirenei orientali. Maillol trascorse quegli anni nella sua città e Manolo a Céret, a circa quaranta chilometri di distanza, e sappiamo che si frequentavano regolarmente e probabilmente mantenevano scambi artistici rilevanti nel dare forma alle rispettive produzioni: sobrie, legate all’essenziale.

In tempi di cambiamenti e rotture, sia i francesi che gli spagnoli scelsero di non distaccarsi dalla figura umana: i primi cercando di sintetizzare armonia classicista, monumentalità e forme pure e forti che, in una certa misura, anticipavano l’arte degli anni Trenta e alcuni sviluppi di Henry Moore; il secondo, vicino al Noucentisme catalano, che unisce tratti classici e popolari, superfici ruvide e una volumetria decisa, e ovviamente affronta temi mediterranei: maternità, contadini, toreri. Non si è voluto attenersi a un solo materiale (io utilizzo il bronzo, la pietra e il legno) e ha saputo coniugare semplicità e ardente stato d’animo spirituale.

Aristide Maillol. Studio per il Mediterraneo, 1904-1905
Aristide Maillol. Coppia o L'homme et la femme, 1896

Quindici opere di ciascuno di loro sono oggi visibili alla galleria Leandro Navarro, nella mostra “Maillol-Manolo. Scultura pura”, che sottolinea alcuni punti in comune: lo sguardo sulla Grecia arcaica e classica, gli evidenti legami delle loro creazioni con la cultura mediterranea e il rigore nel modellato.

Si tratta di una delle mostre più significative di questo inizio 2026 a Madrid: oltre alla rilevanza dei suoi pezzi, perché è la prima presentazione che una galleria spagnola offre a Maillol (ed è solo la seconda che Leandro Navarro dedica a Hugué; la precedente era stata offerta un quartodì di secolo fa). Inoltre, il progetto è il risultato della collaborazione di questo spazio con altre due sale, dove viaggerà nei prossimi mesi: Artur Ramon Art, a Barcellona (sarà visibile da marzo a maggio) e Dina Vierny, a Parigi (da settembre a ottombre).

Da Maillol possiamo contemplare Busto di Venere à la frange (1920-1928), una raccolta di opere di piccolo formato, tra cui spiccano due studi per la sua celebre e monumentale opera. Mediterraneo e altre sculture più grandi, come Pomone alla tunique (intorno al 1920) e Giovanissima assise – Korda – 1° tappa (1936).

Dobbiamo evidenziare i pezzi in bronzo di Hugué. La Baccante (1934) -di cui un’altra copia è conservata nel Museo di Arte Moderna di Barcellona- e Femme assise (1930-1931), oltre ad un insieme di terrecotte.

Manolo Hugue. Dona asseguda, 1930-1931
  Manolo Hugue. Ciambella sottaceto, 1927
Manolo Hugue. Il Bacante, 1934

“Maillol-Manolo. Scultura pura”

GALLERIA LEANDRO NAVARRO

C/ Amore di Dio, 1

Madrid

Dall’8 gennaio al 20 febbraio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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