La Fondazione Contemporanea, costituita nel 2008 da La Fábrica per promuovere incontri, formazione e collaborazioni tra i professionisti della cultura, ha cominciato a sviluppare nel 2009, insieme alla società CREA SGR, il proprio Osservatorio Culturale. Questo strumento è stato ideato per riconoscere le attività e le istituzioni più significative del panorama culturale in Spagna. I dati si basano su sondaggi condotti su un panel di circa quattrocento-cinquecento professionisti che valutano centinaia di iniziative, tra musei e centri d’arte, teatri e auditorî, biblioteche e cineteche, residenze creative, festival e fiere legate al cinema, alla musica, al teatro, alla danza, alla letteratura, al pensiero, all’architettura, nonché premi o commemorazioni.
In questa occasione sono stati intervistati 443 professionisti, la maggioranza dei quali (il 46%) lavora in enti culturali pubblici. Secondo le loro osservazioni, Madrid, la Catalogna e i Paesi Baschi continuano ad avere l’offerta culturale più ampia tra le autonomie, e nel settore le sorprese sarebbero poche; Galizia, Cantabria e Castilla y León registrano invece crescite notevoli. A seguire si posizionano Castiglia-La Mancha e la Regione di Murcia.
Per quanto riguarda le istituzioni o gli eventi culturali più apprezzati quest’anno, la classifica è guidata dal Museo Reina Sofía, dal Prado e dal Festival di San Sebastián, seguiti dal Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, dal Guggenheim, dal Teatro Real, da CaixaForum, dal CCCB e dalla Fundación Juan March, legata al Festival di Málaga e al Matadero Madrid. Molti posti sono assegnati ai Teatros del Canal, alla Fundación Cerezales, alla Fundación MOP, alla Fundación Marta Ortega, a Tabakalera e al Museo Helga de Alvear di Cáceres. E si aggiungono Mondiacult 2025, la Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, il MACA ad Alicante, il Teatre Lliure a Barcellona e il CGAC a Santiago de Compostela. Il 2,5% dei relatori ha ricordato l’album LUX di Rosalia.
Entrando nell’attività regionale, le proposte e le istituzioni più apprezzate nelle rispettive comunità autonome sono state questa volta il Festival di Málaga (Andalusia), i Pirenei meridionali (Aragona), il Museo de Bellas Artes delle Asturie (Asturie), la già citata Fundació Pilar i Joan Miró (Isole Baleari), TEA Tenerife Espacio de las Artes (Canarie), il Centro Botín (Cantabria), il Festival Internacional del Teatro Clásico di Almagro (Castilla-La Mancha), il MUSAC di León (Castilla y León), Montaña Alta (Catalogna), il Museo Reina Sofía (Comunità di Madrid), l’IVAM (Comunità di Valencia), il Museo Helga de Alvear (Estremadura), il CGAC di Santiago de Compostela (Galizia), Sierra Sonora (La Rioja), la Fundación Museo Jorge Oteiza (Navarra), il Festival di San Sebastián (Paesi Baschi) e La Mar de Músicas (Murcia).
Per quanto riguarda i nuovi centri o progetti culturali, i più citati sono la Biennale di Pontevedra, la Casa Museo Miguel Delibes a Valladolid, il Matadero Dance Center a Madrid, Infinito Delicias, il festival Murmullo de Valle de Ricote e SOLO CSV, sempre a Madrid.
Ringraziamo i relatori per aver incluso, ancora una volta, masdearte nella sezione del meglio della cultura digitale, guidata da Filmin, CaixaForum+, Museo del Prado, RTVE Play, Biblioteca Nacional, Matadero Madrid, Fundación Telefónica, MIRA, Sónar e Radio Nacional de España. Altri media in questa sezione sono Arteinformado, Cultura Inquieta, Movistar Plus+, SER Podcast, Jotdown, EXIT Media, El Cultural e Zenda.
Concluderemo parlando di ambiente rurale e impegno sociale. Fuori dalle aree urbane, i progetti più apprezzati sono stati Azala a Lasierra (Álava), Badarán que Hablar a Badarán (La Rioja), Camprovinarte a Camprovín (La Rioja), Espacio Arte VACA a Viniegra de Abajo (La Rioja), Festival Agrocuir da Ulloa a Monterroso (Lugo), la Fundación Cerezales Antonino y Cinia a Cerezales del Condado (León) e la Fiesta de las Cuadrillas a Barranda (Murcia).
La Fondazione “la Caixa”, la Fondazione Daniel e Nina Carasso, la Fundación Cerezales Antonino y Cinia, La Casa Encendida e la Fundación ONCE sono state segnalate per il loro impegno nel campo benefico.
E guardando al futuro… la metà dei relatori sostiene che i budget delle loro organizzazioni saranno molto simili a quelli dell’anno scorso e per una quota vicina al 35% saranno leggermente superiori.
