La fine di luglio segnerà l’inizio di un vasto percorso espositivo a Palma di Maiorca, promosso da La Llotja, dalla Fondazione Miró Maiorca, da Baluard Museu e da Casal Solleric. Nei prossimi mesi (fino a novembre per Casal Solleric e Baluard, e fino all’anno prossimo per la Fondazione Miró Maiorca e per La Llotja di Palma) proporranno un ampio progetto espositivo articolato in quattro filoni, realizzato con il sostegno del progetto Balear Miró e della Galleria Pelaires.
In entrambe le sedi si avrà l’occasione di contemplare opere che attraversano quasi interamente la trajectoria artistica di Miró, con pezzi datati dal 1916 al 1981, due anni prima della sua morte a Palma. Il nuclei di opere comprenderà circa centi pezzi tra dipinti, sculture e lavori su carta, accompagnati da documenti e oggetti legati a questo autore, tutti esposti contemporaneamente. I pezzi provengono dai fondi Reina Sofía, dalla Fundación Miró di Barcellona, dal MacBA, dai Musei di Maiorca e da collezioni private, e il progetto è stato curato da David Barro, direttore del Museu Es Baluard; Carmen Fernández, conservatrice della scultura e delle strutture del Museo Reina Sofía; Antònia Maria Perelló, direttrice della Fondazione Miró Maiorca; e Fernando Gómez de la Cuesta, direttore di Casal Solleric.
Il primo grande omaggio balearico in quasi mezzo secolo
La paga sembrava comporterà una ristampa di ampiezza ben più grande dell’omaggio che, nel 1978, la città di Palma dedicò all’autore di Il Masía con una straordinaria mostra antologica che poteva quindi essere ammirata sia a La Llotja sia al Casal Solleric; In questa occasione, quasi tutte le principali istituzioni culturali della capitale balearica hanno promosso questo nuovo tributo senza l’urgenza di celebrare un anniversario, con l’obiettivo di esaminare il percorso di Miró da prospettive molto diverse: la monumentalità delle sue sculture in bronzo patinate, la relazione tra pittura e oggetti e immagini che circondavano l’artista, nonché le opere di altri autori che fungevano da parte della sua costellazione di riferimenti.
Pertanto, nel contesto gotico di La Llotja vedremo pezzi in bronzo che potrebbero riassumere le ricerche formali e simboliche di Miró nel dominio tridimensionale: opere caratterizzate dai suoi toni neri, dai volumi essenziali e dalla sua propensione alla metamorfosi. Oisau Lunaire, Soloire Oiseau, Maternité o COSÌ incarneranno la tensione tra antico e moderno, tra naturale e fantastico, evidenziando la costante relazione di Miró con grandi scultori della sua epoca, come ARP, Giacometti o Picasso. Nel contesto di La Llotja queste opere si intrecceranno con paesaggi, sottolineando la dimensione cosmica, poetica e vitale della plasticità di Miró.


Per quanto riguarda la Fondazione Miró Maiorca, la mostra sarà intitolata La Guspira Magic. È concepita come un’immersione nel paesaggio interiore dell’artista catalano, articolata in un percorso diviso in sei aree tematiche — natura, vocabolario, culture, arti, amici e luoghi — che mettono in luce le relazioni personali e artistiche che hanno nutrito il suo immaginario. Picasso, Calder, Klee, Giacometti, Braque o Léger non erano solo riferimenti, ma interlocutori autorevoli. Questo campione riunirà lavori plastici, materiali documentari e oggetti personali.
È Baluard Museu ad ospitare Paint Between Les Coses, una rilettura della pittura contemporanea di Joan Miró come maestro chiave nell’espansione concettuale e materiale dell’ambiente. Esaminerà come, nel corso dei decenni, abbia oltrepassato i confini della pittura canonica impiegando una pratica che univa gesto, segno e materia con una metodologia rigorosa, ma aperta alla sperimentazione.
Questo filone stabilirà connessioni tra il lavoro pittorico, quello scultoreo e quello performativo, approfondendo anche la ricerca di una pittura che fosse più mentale e, allo stesso tempo, vissuta-toccata e poetica, orientata a una concettualizzazione dei propri gesti, più insinuata che visibile. Si potrebbe dire che Miró non rappresenta tanto quanto, piuttosto, si dischiude, suggerisce e trasforma.

Infine, la mostra di Casal Solleric, Color and Seva Ombra, offrirà un itinerario non lineare nell’universo plastico di Miró, fondato sui legami tra pittura e scultura. Attraverso sculture in bronzo, dipinti e lavori su carta, si evidenzierà come l’artista abbia espresso la sua lingua del segno, dove materia e vuoto hanno acquisito un valore poetico e concettuale.
Le sculture in mostra saranno prevalentemente datate agli anni sessanta: contempleremo figure e assemblee totemiche che rivelano l’interesse di Miró per oggetti trovati, arte popolare e primitiva; i dipinti selezionati, nel frattempo, allungheranno i propri pensieri in rapporto all’enigmatico, ancestrale e simbolico.


