PHotoESPAÑA festeggerà la sua ventinovesima edizione in primavera, riaffermando l’impegno per la creatività, la sperimentazione e l’esplorazione delle potenzialità della fotografia, riunendo come sempre nomi consolidati e talenti emergenti.
Dal 13 maggio al 13 settembre prenderanno parte alla Sezione Ufficiale quaranta mostre; si prospetta una proposta di circa un centinaio di progetti tra le varie sezioni, e circa trecento artisti esporranno le loro opere. Il motto scelto questa volta è reimmaginare, poiché l’organizzazione intende mettere in luce quanto curiosità e ribellione possano diventare strumenti utili per mettere in discussione la realtà, la veridicità delle immagini e i loro processi di produzione; l’obiettivo è rivolgere l’attenzione anche ai giovani come pubblico del futuro.
I Paesi Bassi saranno l’ospite d’onore e le proposte degli artisti olandesi attendono i visitatori al Círculo de Bellas Artes e nella sala espositiva del Teatro Fernán Gómez.
La prima rassegna si chiamerà appunto “Reimagine” e sarà strutturata come un dialogo tra fotografi spagnoli e olandesi intorno al mezzo fotografico, alle pratiche di sperimentazione materiale e concettuale in esso contenute e alle forme di rappresentazione contemporanea in vigore nel momento di trasformazione attuale.
Geaninne Gutiérrez Guimarães curerà questa mostra e ha invitato Rob Hornstra, Aleix Plademunt, Txema Salvans, Anoek Steketee, Javier Arboledas, Jon Gorospe, Eduardo Nave, Juan Couder, Rafael Trapiello, Lurdes Basolí, Ira Lombardía e il duo formato da Arguiñe Escandón e Yann Gross.
L’olandese Viviane Sassen sarà la protagonista di questa seconda grande scommessa di PHotoESPAÑA con “LUX & UMBRA”, al Teatro Fernán Gómez. Centro Culturale del Villaggio. Questa è la prima mostra personale dell’autrice nel nostro paese e porterà in scena oltre tre decenni di creazione da una prospettiva poetica.
Segnata dalla sua infanzia in Kenya, l’opera di Sassen sviluppa uno sguardo profondamente legato alla luce, al paesaggio e alle comunità africane, invitando anche a una riflessione sulla loro visibilità e rappresentazione all’interno della cultura contemporanea. Nel suo universo, le donne occupano un posto centrale.

La Fondazione Mapfre, dal canto suo, si unirà ancora una volta a PHotoESPAÑA con la mostra “In the American West”, una rassegna delle immagini tratte dall’omonimo libro fotografico di Richard Avedon pubblicato nel 1985, considerato il suo capolavoro e un volume chiave della ritrattistica contemporanea. Ospiterà anche “Ground Rules”, una mostra che ripercorre più di due decenni di carriera di Alejandro Cartagena.
Lo Spazio della Fondazione Telefónica ospiterà “Robert Frank and The Americans”, la presentazione per la prima volta in Spagna delle serie fotografiche scattate dallo svizzero durante un viaggio negli Stati Uniti a metà degli anni Cinquanta. Curato da David Campany, analizzerà perché continua a sfidare le nuove generazioni anche oggi.
La Fondazione Casa de México ospiterà “Spectros. Enigmi dello sguardo”, una disamina del lavoro di sette fotografi messicani la cui produzione cerca di trascendere l’identificazione del visibile. E la libreria Blanquerna ci inviterà alla mostra “Colita. Nosaltres no tenim por, nosaltres som”, che mostra per la prima volta l’intero reportage fotografico realizzato da Isabel Steva durante la manifestazione del 26 giugno 1977 a Barcellona, la prima grande protesta per i diritti delle persone omosessuali in Spagna.

Isabel Muñoz, invece, sarà la protagonista della terza edizione del progetto Quaderni da campo nella Galleria delle Collezioni Reali. In “Le Pietre del Cielo” conduce il nostro sguardo al Monastero Reale di San Lorenzo de El Escorial, alla foresta circostante di La Herrería e alla figura di Filippo II nel contesto di un’esperienza tellurica e sensoriale.
Nello Spazio Culturale Serrería Belga, Isabel Azkarate di San Sebastian esporrà “Azkarate vs. Azkarate”, che rappresenterà la continuazione della sua lunga carriera di oltre quattro decenni come fotoreporter e fotografa di strada. La stessa sede riunirà inoltre i libri finalisti del premio PHotoESPAÑA per il miglior libro fotografico dell’anno.
Altre mostre affronteranno il rapporto tra fotografia e corpo, identità, politica o strutture sociali, memoria o territorio, offrendo prospettive critiche e sperimentali.
Il Museo Lázaro Galdiano proporrà “Bunny”, il primo progetto spagnolo di Talia Chetrit, costituito da ritratti, scene messe in scena (tavoli) e nature morte. Da parte sua, Laia Abril presenterà un’installazione senza precedenti al Museo Nacional del Romanticismo, “Endometriosi”, che indaga i pregiudizi di genere in medicina, la violenza ostetrica e la salute sessuale e riproduttiva.
La dimensione intima del corpo farà capolino anche con “Columna”, di Sonia Celma, che al COAM proporrà una riflessione personale sul legame materno, sull’architettura e sulla fragilità del corpo.
Nella stessa sede, l’argentino Matías Costa, vincitore del premio PHotoESPAÑA Scoperte nella sua prima edizione, ci presenta “Ciò che nasce”, sintesi evolutiva del suo percorso.

Inoltre, a Matadero Madrid, la navarrese Greta Alfaro presenterà “Ofertorio”, un’esplorazione dei rituali e degli spazi pubblici nella vita contemporanea, mentre Gema Polanco esporrà l’installazione al Museo Nacional de Artes Decorativas Tutta la mia casa è un altare, un dialogo fra domestico, simbolico e quotidiano.
Studiando le strutture istituzionali con un taglio critico, Tanit Plana è protagonista di “Disfunctionas” al Museo Cerralbo, un intervento mirato sulla tensione tra le logiche istituzionali che sorreggono il museo e la realtà viva delle sue collezioni. Da parte sua, Bego Antón presenta a Casa de América “Everybody Loves to Cha Cha Cha”, una serie caratterizzata dall’umorismo nei rapporti affettivi tra le donne e i loro cani.
I collegamenti tra immagine, territorio e memoria costituiranno l’ossatura delle mostre “Sulla geografia del fiume”, di Linarejos Moreno, al Museo Archeologico Nazionale; e “Ruina Montium”, di Raphaëlle Peria, al Círculo de Bellas Artes, dove il paesaggio di Las Médulas diventerà un campo di sperimentazione visiva.
Sempre nel Cerchio troveremo il polacco Rafał Milach e il suo “Rifiuto. Seconda frattura”, un’analisi dei meccanismi di costruzione e spaccatura dei conti ufficiali dell’Europa dell’Est.
Da parte sua, la riflessione sui limiti del mezzo fotografico sarà al centro della mostra di José Quintanilla al CentroCentro “Il Giardino Rivelato”. Avvicinandosi al linguaggio della pittura, Quintanilla delineerà nuove modalità espressive lontane dalla tradizione documentaristica in relazione alle tensioni urbane e sociali della città contemporanea.

Il Museo ICO ospiterà “Gli stessi luoghi”, un percorso attraverso l’opera di Jorge Yeregui, e al Bernabéu potremo avvicinarci al lavoro di José Manuel Ballester, che per sei anni ha documentato la trasformazione dello stadio con una precisione quasi architettonica.
Da parte sua, il Museo di Arte Contemporanea ospiterà “Topografia di un contrasto”, una lettura di Madrid attraverso la fotografia, secondo autori come Ramón Masats, José Manuel Ballester o Alberto García-Alix.
Il Centro d’Arte Complutense ospiterà “Ways of Seeing”, i progetti finali di cinquanta artisti visivi contemporanei, derivati da processi di ricerca personale e formale attorno a temi come la costruzione dell’identità, la memoria e il senso di appartenenza.
Infine, la Sala Canal de Isabel II indaga già i legami tra fotografia e moda in “Nostalgia / Utopia”, una mostra che copre due decenni di creazione della designer Ana Locking, e nel vicino Parque de Santander viene presentata una selezione di fotografie scattate da Jesús Madriñán sui capi. Nella stessa sede, Chema Madoz esporrà alcune delle sue poesie visive.
Altre città presenti nella sezione ufficiale saranno Alcalá de Henares, Barcellona, Corao Castiellu (Asturie), Gijón, Santander, Siviglia, Valencia e Saragozza e una trentina di gallerie aderiranno al capitolo OFF.

