Il dolore è qualcosa di estremamente personale. Qualsiasi cosa ti dicano, la tua esperienza sarà sempre unica e inconfondibile. Per il giovane scolaro Shotaro (doppiato da Hiroki Berrecloth), la recente perdita del padre ha causato in lui un silenzio quasi totale e una chiusura emotiva profonda. Sua madre Yoko (Millie Hikasa) ha tentato di tutto per farlo tornare alla normalità e si incolpa per avergli causato questa sofferenza.
Il marito di Yoko era un appassionato di astronomia; per lui era una vera ossessione, e tutto ciò di cui parlava era il cielo e le stelle. Pur non condividendo questa passione, Yoko aveva un interesse molto limitato, mentre Shotaro sviluppava un’ossessione simile, che divenne il suo principale legame con il padre. Così, quando Shotaro chiese a sua madre dove fosse finito suo padre, ora che egli non c’è più, lei rispose che forse era diventato una stella. Fu in quel momento che Shotaro smise di parlare e iniziò a fissare incessantemente il cielo notturno, cercando di scoprire se qualche nuova stella fosse apparsa. Cominciò a scrivere pagine e pagine dei suoi pensieri. E un giorno, si sveglia all’alba e scappa di casa.
Una narrazione che attraversa il lutto
Our Cosmic Dust segue il giorno fatidico di Yoko, che si mette alla ricerca del figlio con urgenza. Lungo il suo cammino si imbatte in diverse persone, tutte le quali hanno visto e interagito con Shotaro e che sono state profondamente toccate da lui. Queste incontri offrono a ciascuno uno spunto di riflessione sui propri pensieri e le proprie esperienze riguardo alla morte e all’aldilà.
Scritto, ideato e diretto da Michinari Ozawa (adattato e tradotto dal giapponese originale da Susan Momoko Hingley), Our Cosmic Dust combina elementi dal vivo, burattini, animazione e proiezioni su schermo per creare un’esperienza visivamente coinvolgente e immersiva. Sebbene il cast principale sia interpretato da attori, Shotaro viene rappresentato da una marionetta a grandezza naturale, maneggiata a mano. Sorprendentemente, questa scelta conferisce al personaggio una profondità emotiva ancora più intensa.

Lo sfondo è costituito da un enorme schermo LED su cui vengono proiettati disegni e animazioni. Ciò permette al regista di condividere in modo vivido e immersivo le meraviglie dell’universo astronomico, offrendo anche uno strumento per esprimere i pensieri più profondi di Shotaro. Il risultato è di una bellezza sconvolgente, ma sempre integrato con la narrazione, senza essere solo un’efficace trovata scenica.
Tuttavia, non tutto in questa produzione funziona perfettamente. Il principale problema riguarda la storia stessa. Si trova in una specie di zona d’ombra tra un linguaggio e un livello di complessità più adatti ai bambini e uno più indicato agli adulti. La narrazione principale e alcune scelte linguistiche suggeriscono che il pubblico di riferimento siano gli adulti. D’altro canto, la sceneggiatura e la regia orientano chiaramente rivolgersi a pre-adolescenti. Questa ambiguità crea un mix disordinato, una sorta di versione di Il mostro si aggira sotto il letto, ma diretta a un pubblico di bambini più piccoli come quelli di CBeebies.
Nonostante questa confusione identitaria, Our Cosmic Dust riesce comunque a sorprendere grazie alla sua meraviglia visiva e alla cura tecnica. Offre quindi un’esperienza interessante e affascinante, anche se forse non molto chiara nel suo messaggio finale, come le costellazioni che Shotaro osserva nel suo cielo.
