Ribellione e disciplina nell’arte contemporanea delle Canarie: un’esposizione innovativa

Riporta una storia dell’arte canarica nel XX secolo attraverso i gruppi e le collezioni che ne hanno rappresentato l’evoluzione. Questo è l’obiettivo di “Ribellione e disciplina. Una possibile storia dei gruppi di artisti delle Isole Canarie”, una grande mostra all’interno di ASD, il nuovo spazio dedicato all’arte a Tenerife, curata da numerosi responsabili il cui lavoro corrisponde alle dimensioni del percorso espositivo: Alejandro Castañeda Expósito, Néstor Delgado Morales, José Manuel González Reyes, Isidro Hernández, Déra, Déra, Déra, Déra, Déra, Déra, Déra, Déra, MadrA, BROARA MADUAZ e Emilio Ramal, attivi fin dall’estate scorsa.

Una storia collettiva dell’arte delle Canarie

“Ribellione e disciplina” rappresenta la più ampia rassegna all’interno dei diciassette anni di vita di questo museo a Tenerife e si propone di mettere in luce l’importanza dei collettivi artistici piuttosto che delle figure singole, focalizzandosi sugli sforzi collettivi, le connessioni, le coincidenze e le tensioni che hanno alimentato il dibattito artistico del secolo scorso. La mostra analizza come tali dinamiche abbiano plasmato l’evoluzione dell’arte nelle Isole, rendendo evidente il valore del lavoro di gruppo e dei movimenti collettivi.

Struttura e tematiche della mostra

L’esposizione è articolata in vari studi di caso, tra cui spiccano quelli dedicati alla scuola di Luján Pérez, all’arco di carta, e altri ancora attivi e vigenti come Limonera, Neobranditas, House Antillón, Storm e Drunk. Sono state privilegiate discipline diverse, dall’architettura al fumetto, dal cinema alla satira, creando un mosaico ricco e variegato. La maggior parte delle opere proviene da collezioni come quelle del Tè e del CFIT, oltre ai loro archivi documentari e alla biblioteca d’arte del centro, ma sono stati concessi prestiti anche da istituzioni peninsulari e delle isole. Alcuni dei gruppi protagonisti hanno contribuito con creazioni appositamente pensate per questa mostra, come Casa Antillón, Neoblansitas e Limonera.

Percorso cronologico e divisioni tematiche

Il cammino espositivo si divide in tre sezioni temporali: 1918-1950, 1950-1970 e 1970-2025. Ciascuna di esse è ulteriormente suddivisa in capitoli tematici, in modo tale che alcune opere si discostino dai criteri cronologici e si inseriscano in diverse fasi, favorendo una più ricca e articolata contestualizzazione. Attraverso questa struttura, viene messo in evidenza come le opere e i gruppi abbiano dialogato tra loro in modo dinamico e spesso inaspettato.

Focus sull’ambiente rurale e le diverse discipline

Il progetto inizia con un approfondimento sul trattamento artistico del paesaggio e l’interazione con il mondo rurale. Tra i contributi ricordiamo l’immagine dell’Unione Agricola Settentrionale, la prima creata a Tenerife con l’obiettivo di promuovere un nuovo sfruttamento della terra, spesso di provenienza inglese. Si analizzano anche interventi come quello di Casa Antillón, un collettivo di architetti che permette di osservare da una prospettiva inedita il doppio lavoro di Juan Ismael del 1934, che riproduce un paesaggio di granadilla meridionale. Non mancano opere della scuola di Vallecas e dei suoi stretti legami con il paesaggio spagnolo, come nel caso di Lanzarote con Pancho Lasso.

Innovazioni e influenze nell’arte delle Canarie

Verranno inoltre definite creazioni di gruppi come i Tonelli di Carta, i mobili Bauhaus ispirati alla mostra con Eduardo Westerdahl, e il film Arcipelago Fantasma di Dailo Barco, considerato il primo lungometraggio narrativo prodotto nelle Isole Canarie: Il ladro dei guanti bianchi, diretto da José González Rivero. La pubblicazione di questa sezione si integra con le opere riprodotte nel supplemento speciale de Gazzetta d’arte, in ordine cronologico.

Influenze surrealiste e risposte al contesto storico

All’interno di “Ribellione e disciplina” si evidenziano artisti influenzati dal surrealismo parigino e quelli colpiti dalla guerra civile e da politiche economiche restrittive. Tra i protagonisti figurano Felo Monzón con Composizione Canarica, realizzata nel campo di concentramento di Gando, e disegni di Antonio Torres su Fayffe. Sono presenti anche riviste di entrambi i lati, come quelle di Bonnin e Juan Ismael, e lavori di Arencibia e Santiago Santana. In risposta al regime economico delle Isole, attivo dal 1941 al 1946, si sono distinti artisti come Bonnin, Guezala e Aguiar, con ritratti dell’architetto Marrero Regalado, inoltre gruppi come Pic e Ladac, e fotografie di Nieves Lugo e Fernando Torres Romanero. Sono inoltre esposte proiezioni come Tirma di Paolo Moffa e Carlos Serrano de Osma, e Cronaca Isterica: la conquista di Tenerife, primo lavoro del collettivo Neura.

Il periodo dal 1950 al 1970 e le nuove avanguardie

La sezione dedicata a questo arco temporale inizia con la scuola di Altamira, dove Westerdahl ritrova nel panorama artistico un centro di avanguardia con sviluppo internazionale. Segue poi un’ampia esposizione di opere (con migliaia di lavori), che culminano con le creazioni di dodici artiste (Eva Fernández, Lola Massieu, Jane Millares, Manón, Birgitta Bergh, Vicki Penfold, Carla Prina, Tamvelius e Maud Westerdahl), protagoniste della prima mostra esclusivamente femminile nelle Isole Canarie nel 1965, e seconda in tutta la Spagna.

Le connessioni con l’Africa e le tappe degli anni Settanta

Il percorso termina analizzando i legami tra le Isole e l’Africa, nel contesto del tardo fascismo e della transizione. Sono esplorati anche i rapporti tra le realtà rurali e le produzioni artistiche, con riferimenti all’influenza di alcuni gruppi come Zaj e Fluxus, e alle opere di Maribel Nazco, Cándido Camacho, Lola del Castillo, Esther Ferrer, Juan Hidalgo e María Laura Benavente, insieme ai poster della Sala Conca e alle ricerche sulla nascita del cinema underground nelle Canarie, con menzioni al collettivo Yaiza Borges.

Gli anni Ottanta e le nuove tendenze

Negli anni Ottanta si incontrano i gruppi Space P (Pedro Garhel e Rosa Galindo) e le espressioni di Concha Jerez e del Gruppo Camera (Adrián Alemán, José Herrera, Luis Palmero e Carlos Matallana), tornati all’astrazione e al post-minimalismo, con un’aggiunta di opere che rielaborano le geografie e le esperienze di questa fase di transizione.

La scena artistica degli anni Novanta e le tematiche contemporanee

Infine, negli anni Novanta, i lavori di Carmela García e Alexis W. Yapci Ramos riflettono le crisi di identità e di comunità, mentre si approfondisce il ruolo delle nuove istituzioni come il Caam di Las Palmas, la facoltà di Belle Arti, e le opere di critica sociale. Tra i gruppi più attivi emergono quelli nati dall’inizio della crisi economica, come l’appartamento, il Solare, l’Ufficio per l’azione urbana, La Limonera e La Tempesta, e altri collettivi come La Bottiglia e La Ubriaca.

Arte contemporanea e le nuove frontiere

Il collettivo più recente rappresentato nel progetto è Neo-Londite, impegnato in tematiche molto attuali come il cyberspazio e la cultura digitale. La mostra si conclude con opere che testimoniano le influenze delle moderne tecnologie e delle reti digitali, confermando come l’arte delle Isole continui a evolversi e dialogare con il mondo contemporaneo.

Informazioni pratiche

“Ribellione e disciplina. Una possibile storia dei gruppi di artisti delle Isole Canarie della collezione del tè”
TORCIA. Spazio di arti di Tenerife
Avda. De San Sebastián, 10
Santa Cruz de Tenerife
Dal 14 giugno al 26 ottobre 2025

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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