Virginia Bersabé: la vecchiaia e la tenerezza

Nei suoi dipinti, Bersabé cerca di salvaguardare ciò che alberga nel corpo della memoria: la vita vissuta, la vulnerabilità e la forza, utilizzando la pelle della nonna come materiale per ricostruire il proprio passato e la storia di altre donne della sua generazione, in modo diretto ma anche molto affettuoso.

L’artista Virginia Bersabé, protagonista della mostra estiva del Museo del Realismo Spagnolo Contemporaneo, Murec di Almería, insieme a Rosario de Velasco, mette la fisicità umana al centro di una doppia lettura intensa, trasformandola in narratrice. Non è casuale che abbia scelto come asse delle sue opere la figura della donna più anziana: attraverso questa presenza consente di raccontare bellezze che talvolta ci ostiniamo a non vedere e di esplorare identità sia individuali sia collettive.

A Bersabé piace guardare dove la maggioranza non guarda: quei momenti e quei frammenti del corpo che spesso fanno girare lo sguardo altrove, quelle espressioni autentiche che trascendono l’evento singolo e sfuggono alle norme della bellezza canonica e ai percorsi ortodossi della pittura. L’artista ha espresso con chiarezza il suo pensiero quando si è unita ai nostri segni, nel 2018: La vecchiaia e le malattie per molti sono momenti da nascondere o da salvaguardare. Credo però che sia proprio nel periodo in cui l’eredità umana si esprime meglio, nell’identità forgiata nel corso della vita, nella fragilità e nella bellezza dei nostri corpi, che troviamo la verità. Non voglio essere la stessa persona prima e dopo ogni dipinto. Voglio restare sempre ai margini del precipizio che esploro insieme a loro e all’opera. Dal dipinto rivendico questi temi e queste fasi della vita a cui la società di solito spegne i riflettori. Non desidero filtri, perché la vita non li possiede.

La produzione di questo artista nasce, in gran parte, da una ricerca familiare e dall’intorno più prossimo in una fase iniziale, ma si può considerare la nonna, María del Valle, come la nonna di tutti: sul loro corpo, sul tono della pelle e sulla ruvidità si leggono tratti che sono anche nostri, e indicano certamente sia il passato sia il futuro di chiunque. Bersabé ha ritratto anche altri anziani del contesto che la circonda, spesso affetti da Alzheimer: i suoi ricordi si intrecciano così, due volte, nella pelle e non nella testa; ogni corpo, con i suoi colori, raramente omogenei, risulta prezioso. Virginia è ossessionata da tonalità che invecchiano in modo autonomo e inesorabile.

Virginia Bersabé. Sulle stelle. Rollebrar Project, 2017

La mostra ora in scena ad Almería, intitolata «Hai parlato di permanenza», curata da Juan Manuel Martín Roble, si eleva come una testimonianza d’amore e di cura che gli anziani offrono e chiedono a loro stessi. Nasce da ricordi d’infanzia e da momenti presenti, dalla volontà di onorare la memoria e il presente; in alcuni casi (Dì quale fazzoletto vuoi del 2020, Senza titolo del 2018) il corpo biologico e quello pittorico sembrano fondersi nell’inesorabilità del tempo.

Sottolineando i legami tra spazio-tempo e vecchiaia, questa artista ha trasformato l’invecchiamento in una narrazione che riguarda tutti noi, influenzando il nostro modo di percepirci e di riconoscerci, insieme agli altri, come parte di una logica temporale irrilevante e necessaria a ogni esistenza. In Nel suo specchio (2016) o Timbri del tetto (2022), i corpi anziani di fronte allo specchio sembrano ignorarsi, segnati dagli anni nel corpo e nelle affettività; alla fine, affrontando lo spettatore nel fragore del deterioramento degli altri, Bersabé ci mette di fronte alla nostra riflessione, ai volti che devono essere riconosciuti e che lo saranno ancor di più; per la necessità di essere riconosciuta in modo che l’età non venga ferita.

Le sue opere parlano di disabilità e di dignità allo stesso tempo, del momento in cui la presenza è già memoria. Chiude il tour monumentale E ti bacerrai la fronte (2017), una metafora di un momento di vecchiaia e di pittura.

Virginia Bersabé. Ancora una volta, 2018. Collezione dell'artista
Virginia Bersabé. Sei stam sul tetto. Il luogo dell'offerta, 2022. Birimbao Gallery, Siviglia

Virginia Bersabé. “Hai parlato di permanenza”

Museo del Realismo Spagnolo Contemporaneo. Murec

San Luis Paseo, S/N

Almería

Dal 19 luglio al 28 settembre 2025

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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