ARCO 2026: un anniversario e un’esigenza

Fino a domenica prossimo, 8 marzo, ARCOmadrid celebra la sua 45ª edizione nei padiglioni 7 e 9 di IFEMA, guidata da Maribel López. Quest’anno l’ossatura non è stata una mappa geografica, ma un’idea di futuro: un tema diffuso per necessità e destinato a scatenare dibattiti. La maggior parte delle gallerie ha puntato su nomi ormai affermati e proposte solidamente tratte, pensate per soddisfare chi arriva con alle spalle già esperienze e rischi superati, più che per sorprendere il pubblico in cerca di novità.

Questo 45° anniversario sarà ricordato anche per la persistente richiesta da parte delle gallerie di una riduzione dell’IVA culturale che metta le loro condizioni di lavoro sullo stesso piano di quelle dei paesi vicini: in Spagna l’imposta è al 21%, contro aliquote che oscillano tra il 5 e l’8% in Francia, Italia, Germania o Portogallo. La situazione vede le gallerie spagnole chiaramente svantaggiate, da cui è scaturito uno sciopero di una settimana e un blocco di artisti e galleristi in diversi musei, finora senza esito a causa della mancanza di un accordo tra i ministeri della Cultura e delle Finanze. ARCO è stata annunciata come l’occasione per rendere questa pressione più visibile e pubblica; e quella quota del 21% come un vero scandalo da denunciare.

All’evento partecipano 211 gallerie provenienti da trenta Paesi, con la stragrande maggioranza (175) concentrate nel Programma Generale. Le sezioni curate includono ARCO2045: il futuro, per ora, a cui si sono aggiunte diciassette stanze; Apertura. Nuove gallerie, sezione consolidata con diciannove partecipanti; e Profili | Arte latinoamericana, con una dozzina di presenze.

Circa un terzo degli spazi espositivi è di origine spagnola e, all’interno del resto, un altro terzo è formato da gallerie latinoamericane, soprattutto brasiliane e argentine: ARCO non intende perdere il proprio ruolo di ponte tra queste realtà e l’Europa.

Tra le gallerie spagnole consolidate che si ripropongono in mostra si citano Mira Madrid / Mira Archiv, che dedica un progetto speciale a Esther Ferrer e al suo lavoro performativo; Alarcón Criado, che presenta opere di alcuni tra i giovani artisti spagnoli in forte crescita, come Alegría y Piñero, Cristina Mejías, Ira Lombardía, Mercedes Pimiento o Belén Rodríguez; Elba Benítez, dove espone il rappresentante spagnolo alla prossima Biennale di Venezia, Oriol Vilanova; Elvira González, lo stand curato con attenzione del quale emergono pezzi vivaci di Soto e Uslé; Leandro Navarro, dove sculture e disegni di Maillol brillano; Prats Nogueras Blanchard, le cui pareti accolgono Helena Almeida; T20, dove i tessili di Sonia Navarro incontrano anche lo spazio di ABC Culturale in dialogo con quelli di Aurèlia Muñoz; e Travesía Cuatro, dove le sculture di Teresa Solar suggeriscono organi corporei. Rio & Meñaka e Memoria fanno il loro debutto in ARCO, mentre Blue Velvet e Fermay salgono al Programma Generale dopo aver transitato dalla sezione Apertura. Nuove gallerie.

Tra le gallerie internazionali va menzionato l’ingresso di Carlos/Ishikawa, Green Art, Lia Rumma, Loevenbruck e Zander, nonché il ritorno di Casa Triângulo, Barbara Thumm, Luisa Strina, Bernier/Eliades, Casas Riegner, Dépendance, Massimo Minini e Francesca Minini, Plan B, Luciana Brito o Raquel Arnaud. Restano fedeli al festival anche partner di lunga data come Fortes D’Aloia & Gabriel, Vistamare, Esther Schipper, Jocelyn Wolff, Lelong, Meyer Riegger, neugerriemschneider, Ruth Benzacar, Peter Kilchmann, Thaddaeus Ropac o Thomas Schulte.

Galleria Elvira González ad ARCO 2026

Per quanto riguarda le sezioni curate, ARCO2045: il futuro, per ora, è articolata all’interno della fiera in due spazi, curati da José Luis Blondet e Magali Arriola. Accolgono Commonwealth e Consiglio, con Patricia Fernández; David Nolan e Marc Selwyn Fine Arts, con Rodolfo Abularach; François Ghebaly, con Candice Lin; Pace Gallery, con Paulina Olowska. Anche in alcune sale che compaiono nel Programma Generale, troviamo spazi fissi come Capitan Petzel con Barbara Bloom; Carlier | Gebauer con Nicole Miller; CarrerasMugica con June Crespo; Mor Charpentier con Sylvie Selig; e Proyectos Ultravioleta con Akira Ikezoe.

A propria volta, Apertura. Nuove gallerie riunisce realtà con meno di otto anni di attività scelte da Rafa Barber e Anissa Touati. Si tratta di Callirrhoë, El Chico, Og Gallery, Reservoir, Selebe Yoon e Villa Magdalena, già presenti in passate edizioni, insieme a nuove affiliazioni quali 4710 Gallery, ADA, gratin, Enhorabuena Espacio, Linse, Method, Spiritvessel o Window Project.

La sezione Profili | Arte latinoamericana, infine, è guidata dal curatore José Esparza Chong Cuy e premia i centri che presentano progetti di artisti singolari, come Gabriel Branco con Galatea; Harold Mendez con Patron, Commonwealth e Consiglio; Paloma Contreras con Pequod Co; e Julia Gallo con Yehudi-Hollander Pappi. Tutti in anteprima ad ARCO, pur riproponendo A Gentil Carioca, con Kelton Campos; Ambasía, con Las Nietas de Nonó; L’Isola Galleggiante, con Roberto Jacoby; e NASAL, con Miguel Cintra Robles.

I progetti dei singoli autori includono anche quarantuno gallerie, tra cui nomi come Adolfo Bimer (ATM), Lucía C. Pino (Prats Nogueras Blanchard), Maia Magdalena Campos (Pons – Barbara Thumm), Roberto Diago (El Apartamento), Antoni Miralda (Senda), Aurèlia Muñoz (José de la Mano), Amparo de la Sota (Galería Alegría), Diana Policarpo (Lehmann), Ugo Rondinoni (Esther Schipper) o Raúl Silva (Galleria F2 + Crisis).

Vittoria Civera. Portatori, 2013. Prats Nogueras Blanchard

L’organizzazione ha confermato l’arrivo a Madrid di collezionisti, mecenati e membri di musei quali l’Amis du Centre Pompidou, l’ADIAF e Jeu de Paume di Parigi, la TATE Americas Foundation di New York, il Meadows Museum di Dallas, il MOLAA di Long Beach, il Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra, la Kunsthalle di Praga, il Leopold Museum di Vienna, lo Young Collectors Circle di Lisbona, la Royal Academy e Spirit Now London, provenienti da Londra; altri da Monaco di Baviera; KW e BB (Berlino), la Nationalgalerie di Berlino, la Fondazione Joan Miró e la Fondazione MACBA o il Museo dell’Università di Navarra. E gli acquisti saranno confermati dal Museo Reina Sofía, dalla Comunità e dal Comune di Madrid, dalla Junta de Andalucía, dall’IVAM, da Es Baluard, dal Centro d’Arte Fondazione María José Jove, dalla Fondazione Sorigué o dalla Fondazione María Cristina Masaveu Peterson.

Nei prossimi giorni comunicheremo anche i premi assegnati: il Premio Lexus per lo Stand Migliore, Cervezas Alhambra Arte Emergente, NEWARTaward@ARCO, ENATE-ARCOmadrid 2026, Giovane Talento in Apertura, Premio Engel & Völkers, Profili | Arte Latinoamericana, Premio Pilar Forcada ART Situacions, l’Acquisición Catapulta, Premio ARCO Antoni Vila Casas, Catalina D’Anglade, Premio Emerige-CPGA, Premio Rucandio Collection, Premio di Apertura e Juana de Aizpuru, andato alla Galleria Elvira González.

Río & Meñaka ad ARCO 2026
Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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