Questa stessa mattina Azucena Vieites ha ricevuto il Premio Nazionale di Arte Grafica dalle mani di Marta Rivera de la Cruz, delegata di cultura, turismo e sport del Consiglio comunale di Madrid, e domani sarà possibile aprire al pubblico, presso la Real Accademia di Belle Arti di San Fernando, dove si è svolta la cerimonia, la mostra che accompagna il premio.
Una giuria formata da Ángeles Albert, direttore generale del patrimonio culturale e delle belle arti; Nekane Aramburu, direttrice della Fondazione Apel·les Fenosa; e Yolanda Romero, responsabile della Divisione Conservatori della Banca di Spagna, ha deciso di attribuire all’artista di Hernani il più alto riconoscimento nel campo della grafica in Spagna, per il ruolo attribuito all’uso della molteplicità, della riproducibilità e della copia nel affrontare nelle proprie opere tematiche quali pratiche lo-fi (A bassa fedeltà—l’estetica che evoca nostalgia del passato e l’imperfezione deliberata), l’attivismo di genere e le strategie della cultura visiva contemporanea, nei discorsi che li accompagnano e nei modi in cui vengono veicolati.
Da una selezione di composizioni rappresentative di diversi momenti della sua carriera, questa mostra sottolinea il modo in cui Vieites ha impiegato i parametri imposti dal linguaggio grafico per studiare le possibilità comunicative e la capacità critica delle immagini, trasportandole nel campo tematico che la interessa maggiormente: femminismo, punk e le pratiche delle sottoculture contemporanee. Per questa ragione, l’autrice non crea ex nihilo, ma lavora su immagini tratte da riviste artistiche e di moda, copertine di dischi, fanzine, fotografie, poster, striscioni…, che rielabora e presenta attraverso ripetizioni, appropriazioni e riferimenti alle origini e ai contesti culturali di provenienza e alle direzioni in cui derivano.
Nell’effetto di ripetizione, i soggetti raffigurati risultano distorti. L’immagine è costruita da quell’effetto ripetitivo che trascende la propria rappresentazione in modo sottile.

Poche di queste opere sono autosufficienti: non indicano definizione o integrità, ma fanno parte delle costellazioni di frammenti; in esse Vieites si è tuffata fin dall’inizio, quando, trent’anni fa, si è unita al collettivo Elleakzioa Reaction e ha iniziato a utilizzare materiali economici e di facile reperibilità, come fotocopie o carta, e procedure quali disegno, collage o serigrafia, per scoprire fino a che punto la recinzione e la reinterpretazione potevano guidarla.
Questo mezzo, molto presente nella mostra dell’Accademia, ha un valore significativo: la capacità di generare stupore attraverso l’insistenza, e lo stesso obiettivo è stato trasferito alle sue produzioni videografiche, vicine al videoclip: La serigrafia mi permette di ottenere un’immagine più e più volte; questa tecnica ci porta a riflettere sull’idea di originale, di copia, di lavoro unico, seriale o riproducibile. Nell’effetto di ripetizione, i soggetti raffigurati risultano distorti. L’immagine è costruita da quell’effetto ripetitivo che trascende la propria rappresentazione e resta sottile. Dal mio punto di vista, una ragione di essere della pratica artistica ha a che fare con la capacità di suscitare straniamento.
Vedremo nella mostra numerosi giovani, raramente ritratti nel pieno del corpo, nelle loro creazioni. C’è una ragione: la loro tendenza spontanea a usare la propria lingua e la loro delusione per le norme, qualità che Vieites ritiene debbano guidare le pratiche artistiche in un orizzonte di trasformazione continua.

“Azucena Vieites. Premio nazionale per l’arte grafica”
Real Accademia di Belle Arti di San Fernando
C/ Alcalá, 13
Madrid
Dal 25 settembre al 23 novembre 2025
