Mike Oldfield svela la ristampa rimasterizzata a metà velocità di Amarok

Il polistrumentista britannico Mike Oldfield ha annunciato una nuova edizione speciale del suo album del 1990, Amarok, in celebrazione del 35° anniversario. La ristampa in doppio vinile presenta una rimasterizzazione a mezza velocità realizzata dal rinomato ingegnere Miles Showell.

Originariamente pubblicato a maggio 1990 dalla Virgin Records, Amarok segnò il tredicesimo album in studio di Oldfield. È presentato come una singola traccia di sessanta minuti di musica continua, ininterrotta ma costantemente mutevole — Oldfield ha descritto il disco come uno dei suoi preferiti nel corso degli anni.

Per l’edizione anniversario, la composizione di sessanta minuti è stata divisa in quattro segmenti da quindici minuti ciascuno per ottimizzare la fedeltà audio. Questo rappresenta un allontanamento dal formato originale di Amarok, che era suddiviso in due metà su un singolo LP. La nuova edizione dell’anniversario include anche una qualità audio migliorata, frutto del processo di mastering a mezza velocità.

Oldfield suona praticamente tutto nell’album, comprese le note di copertina che indicano i “lunghi tubi metallici pendenti” — un riferimento scherzoso al suo album di svolta del 1973, Tubular Bells, che fu presente nel classico film horror The Exorcist. Gli strumenti presenti in Amarok spaziano dal convenzionale al profondamente non convenzionale: chitarre e tastiere si suonano con la stessa destrezza di scarpe, cucchiai e un aspirapolvere.

Secondo Oldfield, inizialmente aveva concepito il disco come un “album di protesta arrabbiata” diretto alla Virgin, che riteneva poco solidale con i suoi lavori. Per questo motivo Amarok è stato strutturato intenzionalmente per essere difficile da commercializzare dall’etichetta, senza alcuna sezione adatta alla radio. Oldfield ha registrato la maggior parte di Amarok nel suo studio domestico, collaborando con Tom Newman, l’ingegnere di Tubular Bells, come co-producer e ingegnere principale.

Amarok ha segnato un ritorno deliberato agli strumenti acustici e all’esecuzione dal vivo, dopo che negli anni ’80 Oldfield si era affidato sempre più a computer e sintetizzatori. Evitò il computer Fairlight CMI e il sequencer C-Lab, e fece poco uso dei suoi sintetizzatori, concentrandosi invece su strumenti quali un pianoforte a coda del 1908 e vari organi.

Anche se Amarok, per progetto, non raggiunse grandi posizionamenti in classifica, riuscì a entrare nella top 50 in vari paesi europei. Nonostante la Virgin avesse suggerito di rinominarlo Tubular Bells II, Oldfield rifiutò e mantenne il titolo Amarok, ispirandosi alle parole gaeliche che significano “mattina” o “felice.”

Ordina ora la versione masterizzata a mezza velocità di Amarok di Mike Oldfield.

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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