Nel luglio 2024, uno zifio di Travers (Mesoplodon traversii) si è arenato su una spiaggia di Otago, in Nuova Zelanda. Per gli scienziati, è stata un’occasione irripetibile per studiare una specie quasi leggendaria.
Dal XIX secolo sono stati documentati appena sei esemplari nel mondo. “Sono tra i grandi mammiferi più enigmatici del nostro tempo”, ha ricordato Gabe Davies del Dipartimento della Conservazione.
Una dissezione senza precedenti
Grazie all’arenamento, i ricercatori hanno realizzato la prima dissezione completa di uno zifio di Travers. Dopo mesi di analisi, i risultati sono stati resi pubblici il 13 dicembre 2024.
Fra i dettagli più sorprendenti spiccano piccoli denti vestigiali nella mascella superiore. Secondo la rivista Geo, si tratta di strutture vestigiali che un tempo avevano una funzione e che l’evoluzione ha reso inutili.
“È affascinante vederli: non avevamo alcuna idea della loro esistenza”, ha dichiarato Anton van Helden, consulente di scienze marine.
Nove stomaci e una dieta inattesa

Un’altra rivelazione è la presenza di nove stomaci, un’anatomia complessa ma non inedita tra gli zifiidi. Più che il numero, ha stupito il contenuto.
Nei diversi compartimenti sono stati rinvenuti becchi di calamaro, lenti oculari di cefalopodi, parassiti e frammenti biologici ancora da identificare con certezza.
“Abbiamo trovato frammenti di organismi la cui natura non è ancora chiara”, ha aggiunto van Helden, segnalando la necessità di ulteriori analisi sul regime alimentare.
- Denti vestigiali nella mascella superiore, indizio di percorsi evolutivi inattesi.
- Nove stomaci con contenuti che confermano la predazione in profondità.
- Presenza di parassiti e materiale ancora da classificare.
- Campioni raccolti per analisi genetiche e tossicologiche.
- Dati morfologici utili a chiarire le relazioni filogenetiche tra gli zifiidi.
Un enigma sulle cause della morte

Nonostante i progressi, la causa del decesso rimane sconosciuta. I ricercatori hanno osservato contusioni a testa e collo, compatibili con un trauma.
Le ipotesi spaziano da un impatto con imbarcazioni a interazioni con predatori o stress acustico, ma al momento manca una conferma definitiva.
Ulteriori test istologici e l’analisi delle lesioni potrebbero chiarire la dinamica degli eventi che hanno portato all’arenamento.
Dalla rarità ai grandi interrogativi evolutivi
Lo zifio di Travers è forse il mammifero marino più sfuggente: non è mai stato osservato in vita. Ogni dato anatomico diventa quindi essenziale per ricostruirne biologia e comportamento.
I denti vestigiali suggeriscono cambiamenti nelle strategie di alimentazione o nell’uso degli organi sensoriali. La disposizione degli stomaci offre indizi sull’adattamento alle grandi profondità.
Conferme sulla dieta a base di calamari collocano la specie tra i super-predatori dell’oscuro mondo pelagico, dove pressione, buio e freddo richiedono soluzioni fisiologiche estreme.
Conservazione e prossimi passi
Queste scoperte rafforzano la necessità di protocolli di risposta rapida agli arenamenti e di reti di monitoraggio acustico e genetico. Ogni campione può svelare capitoli mancanti della storia naturale degli zifiidi.
Ridurre il rumore antropico, mitigare il rischio di collisioni e documentare sistematicamente i casi di spiaggiamento sono azioni prioritarie per proteggere specie poco conosciute ma vulnerabili.
La scienza, in questo caso, procede per indizi. E ogni indizio ci avvicina a comprendere come vivono, si nutrono e si evolvono i giganti invisibili dell’oceano.
Se il mistero della morte resta aperto, la conoscenza sulla vita di questo cetaceo ha già compiuto un passo avanti. È un promemoria potente: ciò che non vediamo non è meno reale, e merita di essere capito e tutelato.
