Thomas Hirschhorn: guarda e fatti vedere

Oggetti quotidiani, fotografie ritrovate e testi costituiscono la base operativa dell’artista svizzero Thomas Hirschhorn per costruire installazioni, di solito eterogenee, dove propone—e cerca di stimolare—letture critiche su numerosi aspetti della società contemporanea.

Grazie a una presenza scenica che abbraccia spazi pubblici e materiali accessibili a chiunque, Hirschhorn continua a rivolgersi a un pubblico ampio; lo fa nuovamente nella sua recente mostra al Museo Helga de Alvear. Sotto la curatela della direttrice del centro, Sandra Guimarães, lo spazio ospita la prima retrospettiva dell’autore dopo vent’anni, tracciando un percorso che va dai primi lavori degli anni Ottanta, talvolta inediti, alle opere recenti, inaugurate proprio nel 2025.

Tra di esse, Il mio Atlante dà il titolo alla mostra e offre una lettura personale dell’idea di atlante, ispirata al celebre Atlante Mnemosine di Aby Warburg a cui Hirschhorn dedicò gli ultimi anni della sua esistenza. Si tratta di un progetto particolarmente attuale nel discorso storiografico sull’arte, non privo però di incompletezza: comprende duemila immagini raccolte in sessanta tavole, generate una cartografia aperta di oggetti e limiti diffusi; tra queste nasce una rete di relazioni fondate sulla visualità: soprattutto proposte di raccordo, poiché nulla ha carattere definitivo.

Thomas Hirschhorn: Il mio atlante # Il nostro atlante. Museo Helga de Alvear

I pannelli che compongono l’atlante di Hirschhorn sono poco meno di quarantacinque e, come una dichiarazione orizzontale su supporti di cartone e plastica nera, mettono in luce la coerenza tra lo sguardo dell’artista e la sua produzione, nonché l’intreccio tra questioni personali (Mio) e quelle collettive (atlante). Essi raccolgono immagini numerate delle sue opere, materiali originali e alcuni elementi disposti a terra senza indicazioni, né date né didascalie fotografiche.

Paragonabile a quello di Warburg, nasce come strumento a disposizione dell’autore per esprimere ciò che considera la sua missione di fronte al mondo: evidenziare i problemi senza offrire conclusioni univoche; non è un’opera chiusa; nelle sue parole, rimane non cronologico, infinito, in costante sviluppo, in evoluzione e aperto al completamento da parte sua e, auspicabilmente, di chi lo osserva. Lo scopo del Mio Atlante è affermare ciò che può essere visto e ciò che si propone di essere visto.

Per questa mostra è stato inoltre realizzato, pensando specificamente all’atrio del museo, Gravità, massa e democrazia (2025), un lavoro che collega l’ordine democratico a concetti filosofici e scientifici quali massa e gravità. Si tratta di una rete orizzontale estesa tra il piano terra e il primo piano, che sostiene oggetti di cartone di varie dimensioni, numerati, percentualmente indicati e vincolati da nastri; alcuni di essi cadono a terra. I visitatori possono percorrere l’opera sotto la griglia e osservarla dall’elevazione del mezzanino.

Thomas Hirschhorn: Il mio atlante # Il nostro atlante. Museo Helga de Alvear

All’ingresso principale, e per la prima volta in Europa, sarà visibile Fingilo, fingilo finché non lo falsifichi (2024), un’opera monumentale che mette in discussione gli aspetti materiali e virtuali dell’arte in tempi di conflitto come quello attuale, confrontandoli con la sfera sia analogica sia digitale. Si tratta di una fragile scultura di cartone cui sono stati aggiunti elementi come computer finti, carte di credito e altri oggetti, evidenziando formalmente le conseguenze plastiche della scelta dei materiali e, a livello tematico, l’alta influenza dei social network, del metaverso, dell’intelligenza artificiale e di quel slogan politica del Fingi finché non ce la fai.

E in occasione di questa antologia, una delle proposte di Hirschhorn che Helga de Alvear desiderava avere ha finalmente acquisto nuova forza: Utensili elettrici (2007). È stato riattivato e ampliato in una sede rinnovata; inoltre, il museo ha previsto un laboratorio ad esso collegato che invita il pubblico a riconoscere il proprio potere attraverso strumenti creativi.

Thomas Hirschhorn: Il mio atlante # Il nostro atlante. Museo Helga de Alvear
Thomas Hirschhorn: Il mio atlante # Il nostro atlante. Museo Helga de Alvear

“Thomas Hirschhorn: Il mio atlante # Il nostro atlante”

MUSEO HELGA DE ALVEAR

C/ Pizarro, 10

Cáceres

Dal 14 novembre 2025 al maggio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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